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Articolo di difficoltà elevata.

Cosa succede se compro medicine dall’estero non prescrivibili in Italia

Cosa succede se compro medicine dall’estero non prescrivibili in Italia?

È possibile farlo su internet? In questi ultimi anni sono sempre più gli italiani che acquistano farmaci all’estero.  In Italia per alcuni farmaci è strettamente necessaria una prescrizione, ma è possibile che in altri Paesi extra europei sia possibile acquistarli tranquillamente spendendo qualche euro in più. Come funziona però? Una volta effettuato l’acquisto dall’estero è possibile (ma non sempre) che il prodotto venga fermato al confine con l’UE. In questi casi si avrà conferma del fermo con una lettera dalla dogana. Alcuni dei casi più eclatanti riguardo questo fenomeno di importazione di farmaci non proprio legale è quello che ha a che fare con Adderal, impiegato per l’iperattività dei bambini e il deficit dell’attenzione e per il Sofosbuvir, impiegato per il trattamento dell’epatite C. Cerchiamo quindi di capire cosa succede se compro medicine dall’estero non prescrivibili in Italia.

Quando arriva la lettera dalla dogana? Quali sarebbero i prodotti non dichiarati provenienti dall’estero che non è possibile importare? Cerchiamo prima di affrontare la questione da un punto di vista giuridico

Seconda quanto dichiarato dall’Agenzia Italiana per il Farmaco con il Decreto legislativo 219 del 2006, art. 6, (c.d. “Codice dei medicinali”), senza un’autorizzazione comunitaria nessun medicinale può essere immesso in commercio sul territorio nazionale. Quando si cerca ugualmente di importare un farmaco del genere, si viene immediatamente identificati e si riceve una segnalazione con una lettera dalla dogana. Andando a ritroso troviamo un Decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997 dove viene stabilito che tale importazione di prodotti non dichiarati provenienti dall’estero deve essere giustificata solo nel caso in cui ci sia una reale mancanza di medicina, per una data malattia, qui in Italia e si è giuridicamente autorizzati a rivolgersi all’estero. Gli ultimi chiarimenti a riguardo provengono dalla Circolare del 23 marzo 2017 nella quale si afferma che: “la mancanza di una valida alternativa terapeutica può ricorrere anche quando il medicinale del quale si chiede l’importazione, pur in presenza di uno stesso farmaco regolarmente autorizzato in Italia, presenti un diverso dosaggio di principio attivo, una diversa via di somministrazione, eccipienti diversi o una diversa formulazione di principi attivi o quando l’accesso al medicinale disponibile in Italia non risulti possibile per il paziente, in quanto lo stesso paziente non rientra nei criteri di eleggibilità al trattamento per l’erogazione del medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, ovvero per la sua eccessiva onerosità.”

Per dirla in parole povere, se ti chiedi cosa succede se compro medicine dall’estero non prescrivibili in Italia, devi sapere che puoi farlo in questi due casi:

  • Se hai bisogno di un farmaco uguale a uno italiano, ma magari con le dosi di un principio attivo leggermente superiori a uno che è già presente in Italia;
  • Se devi ricorrere a farmaci come Adderal e Sofosbuvir, ma non riesci a ricevere i fondi necessari dallo stato, sei in una lista d’attesa infinita e hai assoluta necessità di ricorrere a delle cure.

Anche in questi casi potresti ricevere una lettera dalla dogana, ma attraverso un avvocato di fiducia potrai chiarire le tue necessità terapeutiche e potrai ricevere i tuoi farmaci.

Come evitare la lettera dalla dogana per prodotti come Adderal?

La legislazione europea può essere applicata in modo più “morbido” da alcuni Stati, come avviene nel Regno Unito. Qui è considerato legale acquistare medicine online, purché le farmacie che effettuino questa sorta di attività di e-commerce, siano iscritte ad un apposito albo ed abbiano una licenza.

Fate attenzione però, andare a Londra solo per importare prodotti non dichiarati provenienti dall’estero può essere pericoloso. Le sanzioni penali a riguardo sono molto severe e comportano, secondo gli artt. 55 e 147 del D. Lgs. n. 219/2006 l’arresto da sei mesi ad un anno e l’ammenda da 10.000 euro a 100.000 euro.

Tuttavia, specifichiamo ulteriormente come ci siano state delle sentenze, rispettivamente del Trib. Bari 30.1.2012; Trib. Genova 17.5.2010, che hanno scagionato chi ha importato prodotti non dichiarati provenienti dall’estero perché utilizzati esclusivamente con finalità personali.

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